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Nuova riforma endoregionale

Partecipazione pubblica, lo scorso 27 ottobre, a Palazzo Cesaroni di Perugia, per la Prima Commissione del Consiglio Regionale dell’Umbria su disegni e proposte di legge inerenti la riforma endoregionale (La notizia completa sul sito del Consiglio Regionale).

Tema: il nuovo assetto istituzionale dei Parchi della Regione, che prevede il passaggio delle funzioni di gestione delle aree naturali protette alle Province.

A questo proposito pubblichiamo il disegno di legge e l’intervento del Responsabile del Settore ParcoDott. Stefano Gregori –  in tale occasione.

La fase di partecipazione non si è ancora conclusa, pertanto, i cittadini interessati possono esprimere la loro opinione e dare un contributo, da sottoporre al Consiglio Regionale, anche attraverso le pagine del nostro sito.

  Disegno Legge Regione Umbria - Seconda Riforma Endoregionale (2,7 MiB, 3.571 downloads)

Consiglio Regionale - Atto n. 558/2011 - di iniziativa della Giunta Regionale - DGR n. 808 del 26/7/2011 - Riforma del sistema amministrativo Regionale ed Endoregionale - Istituzione dell'Agenzia Forestale Regionale ....

 

Intervento del Responsabile Settore Parco fluviale del Nera della Comunità Montana Valnerina.

Mi riferisco esclusivamente al Titolo II del Disegno di legge. In particolare al CAPO II e CAPO III, relativamente al conferimento di funzioni alle province in materia di Aree naturali protette ed alle ulteriori modificazioni alla Legge Regionale n. 9 del 3 marzo 1995, “Tutela dell’ambiente e nuove norme in materia di aree naturali protette”.

 Il nuovo disegno di legge di riforma endoregionale, per quanto riguarda le Aree protette regionali è, purtroppo, non convincente ()  nella sua sostanza, per i seguenti motivi:

1) ricalca la precedente riforma endoregionale di cui alla LR 24/2007 lasciandone inalterati tutti i problemi istituzionali e finanziari derivanti:

si limita, infatti, a sostituire l’attuale soggetto gestore “Comunità Montana” con il nuovo soggetto gestore “provincia” lasciando sostanzialmente inalterata sia la composizione dell’organo di programmazione ed indirizzo (Comunità del Parco) che il relativo dispositivo di funzionamento (proposta vincolante);  evidenzio che dalla data di applicazione della riforma del 2007, cioè dal 1 gennaio 2009, ad oggi, non si è mai costituita la Comunità del Parco, né mai ha operato la sua proposta vincolante, lasciando, così, i Parchi regionali senza guida politica e gli esecutivi dei soggetti gestori (le Giunte delle C.M.) in una sorta di illegittimità tacitamente tollerata.

Per la parte finanziaria evidenzio che il trasferimento regionale è stato azzerato nel 2011 e, pertanto, tutto il bilancio del Parco grava sulla competenza, già problematica, della Comunità Montana, senza peraltro poter contare sulle ormai inesigibili quote associative dei membri del disciolto Consorzio.

Altro aspetto finanziario rilevante è che, dal 1/1/2009 data di inizio di applicazione della riforma endoregionale del 2007, nessun investimento (APQ, Docup) è stato  più attivato nell’Area naturale protetta. Si consideri che il soppresso Consorzio di gestione del Parco fluviale del Nera ha attivato un investimento complessivo di circa € 6,5 milioni di euro, gestendone direttamente, fino al suo scioglimento, circa € 3,5 milioni.

2) solamente l’ente locale autonomo può garantire la legittima applicazione degli strumenti attuativi delle Aree protette regionali:

–          in particolare, il Piano ed il Regolamento del Parco, strumento attuativo della tutela e conservazione del territorio, non  può essere contemporaneamente gestito (definito, redatto, partecipato, modificato)  ed approvato (in virtù di apposita delega contenuta nella L.R. 3/1999) dallo stesso soggetto Provincia, eliminando d’emblèe la separazione del ruolo del controllato da quello di controllore;

–          considerando che il Piano del Parco è sovraordinato (prevalente in caso di conflitto) ai Piani Regolatori Generali, si assisterebbe, inoltre, ad un depotenziamento, di dubbia legittimità, del ruolo sovrano che i Comuni hanno di determinare lo sviluppo urbanistico ed economico anche di quella parte del proprio territorio, ricadente nell’area protetta;

–          alla luce di ciò, non appare casuale, quindi, perché, nel resto del Paese, i soggetti gestori dei Parchi regionali hanno assunto, principalmente, la veste giuridica dell’Ente autonomo; dai dati dell’”Elenco ufficiale delle aree protette” del Ministero dell’Ambiente (6° aggiornamento – D.M. del 27/4/2010) risulta, in sintesi, che, su 134 parchi regionali Italiani, ben 103 (circa il 77%) hanno come soggetto gestore un ente autonomo (Ente, Consorzio, Comune) con rilevanza territoriale direttamente riferibile all’Area naturale protetta; solamente il 21% delle Aree naturali protette è gestito da Enti di area vasta (Province e Comunità Montane) e, spesso, per motivazioni specifiche, come ad esempio i 7 Parchi gestiti dalla provincia autonoma di Bolzano (vd. Tabella allegata) .

I portatori di interesse che vivono ed operano nel territorio del Parco fluviale del Nera hanno fatto la propria parte e la dimostrazione di ciò risiede nel fatto che questo è l’unico Parco, che ha portato il proprio Piano e Regolamento alla approvazione definitiva; il recente 17 ottobre, presso la Provincia di Terni, si è conclusa la Conferenza istituzionale per l’approvazione definitiva del Piano e Regolamento del Parco fluviale del Nera e, a breve, sarà calendarizzato il passaggio Consiliare.

 Ora è necessario che anche la Regione faccia la propria parte anche intervenendo, con appropriati emendamenti, sul presente disegno di legge di riforma, al fine di:

  1. determinare un quadro finanziario certo e ponderato per lo svolgimento ordinario delle funzioni di gestione di ciascuna delle aree protette regionali;
  2. riattivare gli investimenti necessari per sostenere e consolidare il modello di sviluppo sostenibile che l’introduzione dei vincoli di tutela e conservazione ha determinato;
  3. ripristinare un quadro istituzionale che consenta il legittimo ed efficace svolgimento delle funzioni dell’area naturale protetta.

Stefano Gregori

ALLEGATO

Elenco ufficiale delle aree protette” del Ministero dell’Ambiente (6° aggiornamento – D.M. del 27/4/2010)
Sintesi dei soggetti gestori delle Aree protette regionali

Soggetto gestore N. Parchi Note
Ente parco 65
Consorzio 26 Si consideri che per gli 11 Consorzi della Lombardia ed i 13 Consorzi dell’Emilia Romagna, è in corso il procedimento di trasformazione ad Enti parco, strumentali della Regione, dal 1/1/2012 nel rispetto della Legge finanziaria 2010 (L.191/2009  – Art. 2 comma 186 lett e) soppressione dei consorzi di funzioni tra gli enti locali, …).
Comune 12 Come nel caso del Parco di Colfiorito dove tutto il territorio ricade in un solo Comune
Provincia 12 –          4 in Piemonte sono piccolissime aree di nuova istituzione, il Piemonte ha 23 Enti parco;

–          6 in Puglia, hanno di tutto Consorzi, Enti, Comuni;

–          2 in Toscana di cui 1 interprovinciale.

Comunità Montana 9 Compresi i 5 Umbri – lo S.T.I.N.A. non è considerato parco regionale
Provincia autonoma di Bolzano 7
Altro 3 comunanze agrarie, etc.

 

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